Illuminare a LED

Disegnare con la luce

I LED consentono una versatilità d’uso molto apprezzata dalla moderna architettura d’interno e d’esterno; è una tecnologia che permette un uso creativo della luce in punti e linee. Catmex propone prodotti di qualità garantita adatti a un pubblico diversificato; dalla piccola installazione ai grandi spazi è l’esperienza artigianale che permette di esaltare le caratteristiche della luce LED nella sua applicazione.

Applicazioni LED

Vantaggi dei LED

Alcuni principali vantaggi dei LED sono:

  • durata di funzionamento (oltre i limiti attuali di altre sorgenti luminose)
  • costi di manutenzione e sostituzione ridotti
  • elevato rendimento
  • luce che non scalda e priva delle componenti inquinanti IR e UV
  • possibilità di un effetto puntiforme, dettagliato
  • funzionamento in sicurezza perché a bassissima tensione
  • accensione a freddo senza problemi
  • insensibilità a umidità e vibrazioni
  • assenza di mercurio
  • durata non influenzata dal numero di accensioni/spegnimenti

Cosa sono i LED?

In elettronica un diodo ad emissione luminosa o LED (acronimo inglese di light emitting diode) è un dispositivo optoelettronico che sfrutta le proprietà ottiche di alcuni materiali semiconduttori per produrre fotoni attraverso il fenomeno dell’emissione spontanea ovvero a partire dalla ricombinazione di coppie elettrone-lacuna.

Il primo è stato sviluppato nel 1962 da Nick Holonyak Jr.
I LED sono sempre più utilizzati in ambito illuminotecnico in sostituzione di sorgenti di luce tradizionali.

Il loro utilizzo nell’illuminazione domestica, quindi in sostituzione di lampade ad incandescenza, alogene o fluorescenti compatte (comunemente chiamate a risparmio energetico che pero rendono di piu’), è oggi possibile con notevoli risultati, raggiunti grazie alle tecniche innovative sviluppate nel campo. [da wikipedia]

La misurazione delle qualità della luce

CCT

La luce è percepita in maniera differente a seconda della cosiddetta “temperatura di colore” (detta anche CCT, “correlated color temperature“, misurata in Kelvin) del fascio luminoso. Simulando l’effetto luminoso che avrebbe nell’ambiente circostante un teorico corpo incandescente (a temperature differenti) si possono determinare alcune temperature di riferimento per identificare la luce diurna (nelle diverse ore del giorno) e i diversi tipi di luce artificiale, come ad esempio quella prodotta dai LED.

La scala di colore

La scala di colore

La scala va dai valori più bassi di luce (quella solitamente identificata come luce “calda”, per le note rossastre) ai valori più elevati (la luce “fredda”, per note azzurre).

Alcuni esempi di temperatura della luce sono:

Luce di una candela: circa 1000 K
Lampada domestica a incandescenza da 100 W: 2900 K
Luce solare diretta, al mezzogiorno locale: 4850/4900 K (dato medio indicativo su scala globale)
Luce del cielo sereno: normalmente da 10000 a 20000 K

In generale si parla, per la luce artificiale, di:

  • bianco caldo se la temperatura di colore è minore di 3300 K; luce calda, spesso indicata per camere da letto, rende i colori rossi più vividi
  • bianco neutro se la temperatura di colore è tra i 3300 e i 5300 K; luce ideale per negozi, ambienti medici, uffici, ristoranti
  • bianco freddo se la temperatura di colore è superiore ai 5300 K; luce ad alte prestazioni per uffici, sale da conferenza, sale di lettura

Illuminamento

E’ un valore che esprime il rapporto tra la luce emessa da una sorgente luminosa (espressa in lumen) e la superficie di un oggetto illuminato; tale valore è massimo quando la superficie è disposta perpendicolarmente ai raggi luminosi e diventa nullo quando i raggi sono paralleli alla superficie.

L’unità di misura dell’illuminamento è il lux; tale grandezza è utile nella progettazione illuminotecnica in generale ed è un valore a cui si fa riferimento, ad esempio, nella normativa italiana sull’illuminazione dei posti di lavoro.

CQS

La scala di qualità della luce o CQS ( “color quality scale”) è una misura della capacità della luce di rendere i colori; è un modo differente di calcolare lo stesso dato del CRI sviluppato dall’americano NIST (National Institute of Standards and Technology); si applica a un campione standard di 15 colori definiti di riferimento.

CRI

Si indica come CRI (“Color Rendering Index” o “indice di resa cromatica”) l’effetto che un corpo illuminante ha sull’aspetto dei colori per un confronto con una luce di riferimento; in altre parole con tale indice si valuta la vicinanza del colore visto sotto una particolare lampada con un colore illuminato da una luce “perfetta”.

Questo valore medio è basato su 8 colori standard più altri 6 aggiuntivi (definiti extra); la percentuale è tanto più alta se la media è vicina al valore di riferimento e, per convenzione, si indicano diversi gradi di bontà della resa:

  • di grado 1A (ottimo) se Ra compreso tra 90 e 100;
  • di grado 1B (molto buono) se Ra compreso tra 80 e 89;
  • di grado 2A (buono) se Ra compreso tra 70 e 79;
  • di grado 2B (discreto) se Ra compreso tra 60 e 69;
  • di grado 3 (sufficiente) se Ra compreso tra 40 e 59;